……la scuola vista dai bambini……

Si arriva a scuola o con le mamme o con i papà o con i nonni oppure con gli zii o le nonne e le zie …alle 8 alle 9 alle 10 solo qualcuno … e si va sulla stanza giusta, nel salone che è diritto di qua, si entra per la porta, e prima  negli armadietti perché ci si spoglia si toglie il berretto la giacca e la sciarpa, però quando è estate  si fa a meno di queste cose, altrimenti hai caldo.

Quando sei nel salone puoi giocare come vuoi basta non correre e non fare lotta, e non gridare.

Ci sono i piccoli, i medi, i grandi e i piccolissimi e le maestre che insegnano ai bambini come si fanno le cose. C’è anche la nonna, che aiuta le maestre, alla mattina.

Poi si va in classe, si gioca un pochino con gli amici. I bambini dei pulmini, giocano poco poco … perché poi si mettono a posto i giochi.

Prima di tutto sistemiamo le sedie perché sono tutte una sopra l’altra …la Mirella pulisce la scuola al pomeriggio. Ci sediamo e contiamo i bambini perché se noi andiamo in sala da pranzo senza contare siamo senza tavolo … e la Stella, che è la cuoca, mette sui tavoli tutti piatti anche le posate, i bicchieri per tutti i bambini, anche per i piccoli e la primavera. E mangiamo la frutta, facciamo anche la preghiera.

In classe decidiamo noi bambini, e certe volte le maestre, i giochi da fare: le costruzioni, le lego, coloriamo, facciamo collane, aerei di carta … Di nuovo mettiamo a posto, ci sediamo nel tappeto, andiamo fare la pipì, ci laviamo le mani e beviamo l’acqua perché abbiamo sete.

Andiamo in sala da pranzo con il treno, con le mani sulle spalle dei bambini che sono dietro, però il bambino che sta davanti alla maestra, le dà le mani. In sala da pranzo prima ci mettiamo la bavaglia e dopo ci sediamo bene sulle sedie, ci mettiamo come vogliamo poi le maestre ci mettono bene. Certi bambini che sono vicini agli amici, chiacchierano troppo e li spostano vicino ad altri, va bene lo stesso. Mangiamo l’erba, noo l’insalata, la lattuga … stiamo in silenzio, ma parliamo anche di carnevale, di cavolate, delle cose che ci piacciono. Mangiamo carne, pasta al sugo, pasta al ragù. Quando abbiamo finito sprepariamo la tavola, ci alziamo e facciamo di nuovo il treno.

Al venerdì tutti si prendono la bustina, che è un sacchettino con la bavaglia e l’asciugamano da portare a casa. Chi va a casa all’una prende la bustina e chi non va a casa all’una la mette in bagno.

Si va fuori in giardino, oppure in salone quando piove. Fuori bisogna mettersi sempre il giubbotto e la felpa, vestirsi bene perché altrimenti si sta male e si deve stare a casa. In giardino ci sono tanti giochi nuovi: una casetta, i legni dove si può salire sopra, lo scivolo, i palloni, la corda, c’è anche una capanna per i giochi. In giardino si sta un poco, un po’ di più …diciamo alle maestre.

Quando i piccoli dormono, noi  grandi entriamo, è pomeriggio, ci riposiamo un po’ con la musica nel tappeto. Giochiamo un po’ anche nei laboratori e poi arriva di nuovo il pulmino, ci porta a casa nostra. Alle tre chi rimane qui, va a casa con la mamma, con la nonna, i nonni, con gli amici.

La scuola finisce e torni il giorno dopo.

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